Brunetta a Renzi: Fai un'operazione verità sui conti pubblici
La lettera al premier

“L’Eurozona sta vivendo una situazione difficile. La forza dell’euro nei confronti delle altre monete riduce gli spazi di mercato a livello internazionale.
L’austerità rende difficile la reflazione, nonostante gli sforzi compiuti dalla Bce. Il rischio di un avvitamento deflazionistico preoccupa le principali capitali. E Berlino non sembra dimostrare il livello di attenzione che sarebbe necessario. La conclusione é che tutto volge al peggio e a poco serve l’invocazione di una maggiore flessibilità. Non é con interpretazioni di comodo del Six Pack e del Fiscal Compact che si esce dall’impasse. Caro presidente nella tua agenda di governo questi elementi sono passati in secondo piano rispetto all’esigenza di portare avanti riforme costituzionali, sia pur condivise, ma che interessano prevalentemente la politica. L’ingolfamento parlamentare ha di fatto rinviato, non si sa fino a quando, quegli interventi - mercato del lavoro, giustizia, liberalizzazioni e privatizzazioni, Spending review, semplificazione amministrativa, riduzione del debito pubblico, abbattimento fiscale e via dicendo - che sono essenziali per dare una speranza di futuro e par fare uscire l’Italia dalle secche della stagnazione. Bisognerebbe, da parte tua, fare un bilancio sereno di questi primi mesi di governo in tema di economia, per capire dove si é sbagliato e come correggere la rotta. A questo riguardo, occorre una grande ’operazione verità’ che dica al Paese come stanno effettivamente le cose, se i conti pubblici sono a posto - cosa di cui non siamo i soli a dubitare - e quali ulteriori manovre finanziarie sono indispensabili per correggere sia nel 2014, che nell’anno successivo, la deriva in atto. Comprare ulteriormente del tempo non è più possibile.
Lo chiede un Paese che sta vivendo una crisi senza prospettiva, come mostrano i dati della disoccupazione galoppante, la crescita del disagio sociale, la forte espansione del debito pubblico - quasi 100 miliardi in più rispetto al dicembre dello scorso anno - e quella più generale incertezza che ha vanificato tentativi, per la verità estemporanei come il bonus di 80 euro in busta paga, per esorcizzare la deriva. Per quanto ci riguarda siamo disponibili ad un confronto, senza pregiudiziali. A te spetta l’onere di un atto di coraggio. Se ne avrai la forza, troverai in noi interlocutori seri e responsabili. Altrimenti continuerai ad essere ’l’uomo solo al comando’ che fa ricadere su di sé la responsabilità ultima delle cose che si potevano fare e, invece, sono state colpevolmente abbandonate. Eventualità che vorremmo scongiurare in difesa di un interesse più generale”.
