Capezzone: Le stime si rincorrono al ribasso, serve una cura choc di meno tasse e meno spesa
La nota del Presidente della Commissione Finanze della Camera

"Mettendo in fila le previsioni sul Pil italiano nel 2014 sfornate negli ultimi mesi dalle più autorevoli istituzioni interne e internazionali si ha la spiacevole sensazione di un conto alla rovescia. Per prima era stata la Commissione europea, a febbraio, a rivedere al ribasso la stima di crescita del nostro Pil per quest’anno (dallo 0,7 allo 0,6%), seguita a marzo dal Fondo monetario internazionale e a maggio dall’Istat (sempre dallo 0,7 allo 0,6%), e dall’Ocse (dallo 0,6 allo 0,5%). Ma quella che arriva oggi dal Centro studi di Confindustria è una vera e propria doccia fredda. La stima, infatti, viene rivista al ribasso non di uno 0,1%, ma di uno 0,5: dal +0,7% previsto nel dicembre scorso si passa ad un magrissimo 0,2%. E per il 2015 non più l’1,2%, ma l’1%. Inutile osservare quanto tali percentuali ci allontanerebbero ancor di più dal raggiungimento degli obiettivi di bilancio e, quindi, dai parametri del Fiscal Compact. Le stime di crescita del Pil inserite dal Governo Renzi nel Def, infatti, sono rispettivamente lo 0,8% nel 2014 e l’1,3% nel 2015.
Le continue revisioni al ribasso delle stime confermano ancora di più le nostre analisi (non fondate su pessimismo o disfattismo, ma puro realismo) sull’insufficienza delle misure adottate dal Governo Renzi, nonostante l’apprezzabile sforzo comunicativo di dare l’idea di un cambiamento, di una svolta in atto. E confermano ancor di più quanto sia necessaria e urgente la nostra ricetta per rilanciare l’economia: una cura choc da diverse decine di miliardi di tagli alle tasse e, conseguentemente, alle spese, come ho provato indicare nel mio libro ‘Per la rivincita’.
Non bastano gli 80 euro, tra l’altro quasi tutti rimangiati dalle stangate sulla casa e sul risparmio. Né sarà risolutivo ottenere da Bruxelles, per gentile concessione di Berlino, qualche strettissimo margine di flessibilità comunque all’interno dell’attuale gabbia di vincoli. Si rischia, restando invischiati nella logica degli ‘zero virgola’, di conservare lo status quo in Europa e in Italia. Con buona pace del renziano ‘cambiare verso’..."
