Brunetta: Inviato al Colle e a Renzi il dossier sui fatti del 2011

La nota del capogruppo di Forza Italia alla Camera

Renato Brunetta

Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha inviato quest’oggi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, un dossier con tutta la documentazione esistente relativa alle vicende che tra l’estate e l’autunno del 2011 portarono alle dimissioni del governo allora guidato da Silvio Berlusconi.

Il capogruppo azzurro a Montecitorio ha inserito tra i documenti: stralci dal libro "Stress test - Riflessioni sulla crisi finanziaria" del segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner (2014), stralci dalla serie "How the euro was saved" di Peter Spiegel sul Financial Times (2014), stralci dal libro "Il dilemma - 600 giorni di vertigini" dell’ex primo ministro spagnolo, Jose’ Luis Rodri’guez Zapatero (2013), stralci dal libro "Morire di austerita’ - Democrazie europee con le spalle al muro" di Lorenzo Bini Smaghi (2013), stralci dal libro "Ammazziamo il gattopardo" di Alan Friedman (2014), e stralci dal libro "Berlusconi deve cadere - Cronaca di un complotto" di Renato Brunetta (2014).

Brunetta, nel dossier inviato al Colle e a palazzo Chigi ha inoltre allegato: la sua corrispondenza con il presidente Napolitano relativa al cosiddetto "Caso Geithner, la proposta di istituzione di una Commissione di inchiesta parlamentare", presentata da Forza Italia alla Camera dei deputati, l’esposto alla Procura di Roma presentato dall’onorevole Michaela Biancofiore e la denuncia del Tribunale Dreyfus.

“Il 29 maggio 2014 - scrive Brunetta nella lettera che accompagna il dossier - la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha accolto la richiesta, avanzata da Forza Italia, di calendarizzare la discussione della proposta di istituzione di una Commissione di inchiesta parlamentare sul caso Geithner. Si tratta di soddisfare un’esigenza di trasparenza e conoscenza su questioni fondamentali per la vita democratica rispetto alle quali nessuno può essere tenuto all’oscuro.

Ne converrà con me, signor presidente della Repubblica, avendo lei stesso dichiarato di non essere a conoscenza di questi fatti, non avendo partecipato alle riunioni di carattere internazionale nelle quali essi sarebbero avvenuti. Nel trasmetterle la presente documentazione - scrive Brunetta a Renzi - sia per la doverosa cortesia istituzionale che si deve al presidente del Consiglio, sia per una sollecitazione al senso di responsabilità politica del segretario del maggior partito italiano e guida della maggioranza in carica, auspico che ella, e i parlamentari che appartengono al suo schieramento, vorrà concorrere con la massima lealtà possibile alla realizzazione di uno strumento (la Commissione di inchiesta parlamentare, ndr) per far luce su un passaggio inquietante della storia politica recente della nostra democrazia”.

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