Bergamini: Da Hillary Clinton ardite valutazioni su Berlusconi

La nota della nostra responsabile della comunicazione

Deborah Bergamini

"Sulla vicenda libica Berlusconi aveva ragione da vendere e Hillary Clinton, nel suo libro, lo ammette. Ma, evidentemente, la cosa le costa talmente tanto da dover ’condire’ questa verità con libere interpretazioni psicologiche, storiografiche e geopolitiche più degne di un romanzo che di un testo storico.

E’ certamente vero che Silvio Berlusconi era ed è un alleato chiave degli USA e che, anche grazie ai suoi rapporti con la Russia di Putin, ha svolto un ruolo fondamentale di pontiere tra le due superpotenze. Ma certo né la sua vicinanza all’America né il suo agire in sede internazionale, né la presa di posizione sulla Libia hanno qualcosa a che fare con ansie di rivalsa personale o con rigurgiti del colonialismo che fu. Al contrario, sono il frutto della capacità di comprendere i movimenti dello scacchiere geopolitico nell’area mediterranea con l’approccio di chi non ha da rivendicare posizioni di primazia ma piuttosto intende trovare soluzioni non muscolari ma realistiche e concrete a problemi che vanno saputi leggere nella loro complessità.

E infatti, che l’intervento in Libia fosse foriero di disordini e di gravi ripercussioni è stato dimostrato ampiamente dagli eventi successivi. L’intervento voluto da Sarkozy ha funzionato da detonatore al caos e adesso la Libia è una polveriera che moltiplica l’instabilità di tutto il Mediterraneo e costituisce un naturale approdo di Al Qaeda, oltre a rappresentare, di nuovo, la prima destinazione dei tanti migranti che dall’Africa cercano un luogo di partenza per venire a cercare riparo e speranze qui da noi.

Insomma, da Hillary Clinton arrivano alcune ammissioni e alcune ardite valutazioni".

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