Ravetto: Mare nostrum incentiva fortemente la partenza dei migranti verso le nostre coste
L'intervento in Aula del deputato di Forza Italia

Signor Presidente, Ministro,
il gruppo di Forza Italia come da lei suggerito nella sua analisi userà il cervello e non la pancia. Però il cervello, e soprattutto i numeri, ci dicono che nei primi quattro mesi del 2014 c’è stato un aumento del 823 per cento degli arrivi di migranti verso l’Italia rispetto allo stesso periodo del 2013. Che da gennaio ad aprile 2014 si sono registrati 25 mila 650 arrivi in Sicilia e 660 in Puglia e Calabria e che è un fenomeno che continuerà perché già abbiamo la certezza, confermata da Frontex, che ci sono numerosi migranti sulle coste libiche che stanno cercando di partire. Che il primo quadrimestre del 2014 ha segnato un record degli ultimi cinque anni. Che nel regolamento di Dublino 3 rimane invariato il principio secondo cui il primo Stato di arrivo è quello competente a valutare le richieste di asilo e a sostenere gli oneri sociali ed economici corrispondenti e che l’Italia è e rimane il primo Paese di accoglienza per l’Unione europea rispetto alla sponda nord africana. Che Frontex ha fatto sapere che il budget del 2014 è inferiore a quello per il 2013 nonostante fosse stata richiesta una riserva di denaro extra budget che la Commissione europea ha negato. Un punto sul quale è intervenuto il portavoce del commissario agli affari interni Cecilia Malstrom, Michele Cercone, spiegando che in realtà il bilancio ha subito un aumento di circa 4 milioni di euro – e lo ripeto – 4 milioni di euro: Ministro non bastano a coprire neanche 15 giorni dell’operazione Mare nostrum.
Che all’avvio della missione il Ministro della difesa pro tempore quantificò in un 1 milione di euro al mese il costo della stessa e che attualmente la missione costa invece, sommate le indennità spettanti al personale e i costi della manutenzione necessaria per l’uso straordinario dei mezzi, tra i 10 e i 14 milioni di euro al mese. Che la missione doveva costituire un deterrente per organizzazioni criminali che gestiscono i viaggi dei migranti dalle coste dell’Africa territoriale verso l’Italia e che invece Mare nostrum incentiva fortemente la partenza dei migranti verso le nostre coste favorendo quindi gli illeciti profitti di tali organizzazioni.È ormai affermata l’idea che basta partire dalle coste africane, chiedere soccorso alle autorità italiane per essere raccolti in mare dalle nostre navi militari, che sono utilizzate come impropri taxi del mare, magari a pochi chilometri dai porti di partenza, ed essere portati presso i centri di accoglienza italiani.
Ministro, partono con navi enormi su cui caricano piccole imbarcazioni fatiscenti sulle quali caricano i migranti e li abbandonano in mare. Ministro, il suo Governo vuole continuare ad essere complice di questo sistema ? Il cervello ci dice che i sacrifici, in particolare degli abitanti di Lampedusa e quelli, Ministro, di certo non si sono girati dall’altra parte, sono stati enormi tra gestione dei flussi e rimpatri coattivi per coloro che non hanno titolo all’accoglienza. Ingenti sono stati i danni anche sotto il profilo dell’immagine. Posso chiedere l’attenzione del Governo ? È un tema delicato Presidente.
Le località ospitanti i centri di accoglienza interessate dagli sbarchi hanno sopportato e sopporteranno ulteriormente, trattandosi di comuni con una significativa attività turistica; l’Italia continua a subire un vero e proprio esodo di persone, di cui non si conoscono né la vera provenienza né le condizioni sanitarie. Quest’ultimo è un aspetto che ci pare sottovalutato, è necessario intervenire per una maggiore tutela degli stessi migranti, dei cittadini, delle forze dell’ordine e del personale impiegato nei centri di identificazione e espulsione, nei centri di accoglienza dei richiedenti asilo e in tutte le operazioni di contrasto all’immigrazione clandestina.
C’è poi un altro tema, Ministro, ed è quello del rapporto tra Governo italiano e istituzioni europee. La Commissione Malmstrom ha fatto sapere che a marzo ha inviato una lettera al Governo italiano per offrire misure concrete, ma che l’Europa non ha ricevuto indicazioni precise. Ci devono dire cosa si attendono da noi, ha dichiarato la Malmstrom. Peraltro, approfitto per dire che il Comitato Schengen, che ho l’onore di presiedere, ha convocato la Malmstrom per avere una posizione in merito più chiara. Il Ministro dell’interno Alfano ha replicato di aver già chiaramente detto nei vertici europei che chiediamo l’aiuto dell’Europa e che le dichiarazioni della Commissione UE sono al confine tra il provocatorio e il ridicolo. Che cosa significa questo ? L’Italia non si è mostrata chiara ? L’Italia non riesce a far sentire la propria voce ? L’Italia viene presa in giro dalla Commissione europea ? Qui qualcuno mente oppure si nascondono problemi ulteriori.
La gestione degli sbarchi e il delicatissimo tema dell’accoglienza dei profughi sembrano essere diventati un rimpallo di responsabilità tra il Ministro dell’interno e la Commissione europea in un quadro abbastanza desolante in cui i toni polemici utilizzati hanno per lo più il segno di una campagna elettorale di chi deve dimostrare di fare la voce grossa in Europa, mettendo da parte la questione vera, che è quella della necessaria revisione del sistema di misure di protezione internazionale di asilo nonché della promozione di una politica di accoglienza europea che attui il principio della ripartizione degli oneri, il barding sharing. Questo vergognoso scaricabarile di responsabilità fra istituzioni oscura anche un altro dato rilevante, cioè che alcuni Governi, in particolare del centro e del nord Europa, non sembrano affatto favorevoli all’utilizzo in prima linea delle strutture comunitarie nell’opposizione Mare Nostrum. Nonostante la scorso 23 ottobre 2013 il Parlamento europeo abbia approvato una risoluzione sulle politiche migratorie basata su tre punti – solidarietà, responsabilità fra gli Stati membri, accordi di cooperazione con i Paesi da cui partono i migranti – sono state comunque registrate tenaci resistenze da parte degli Stati ad un maggior coinvolgimento dei loro assetti operativi nell’attività di controllo delle frontiere esterne.
Scusate, colleghi del MoVimento 5 Stelle, eravate voi che a inizio legislatura facevate «shh, shh» a tutti ? Vi chiedo un po’ di attenzione. In occasione del Consiglio di giustizia degli affari interni del 5 dicembre scorso, molte delegazioni hanno infatti criticato le proposte della Commissione indirizzate a introdurre meccanismi più stringenti di compartecipazione degli oneri, sia in termini di trasferimento dei migranti da uno Stato membro ad un altro, che di insediamento in Paesi terzi. In questo quadro è evidente che nell’esigenza di ridefinire una politica di accoglienza europea nonché una maggiore condivisione delle responsabilità e degli oneri in ambito comunitario è necessario interrompere immediatamente l’operazione Mare Nostrum come oggi è intesa, questo non perché l’Italia voglia abbandonare l’Unione europea – è una responsabilità che dall’adesione alla stessa ne derivano – ma perché è l’Europa che sta abbandonando l’Italia. O l’Europa in seno al Consiglio europeo è disposta a riconoscere il Mediterraneo come frontiera sud dell’Europa e i migranti come richiedenti asilo europeo e non meramente italiano oppure Mare Nostrum deve essere interrotta. Non si tratta di soccorrere l’Italia ma di applicare realmente quello spirito umanitario nei confronti dei profughi e dei migranti di cui spesso i vertici europei si riempiono le bocche.
Tutto ciò premesso, confermo la posizione del gruppo Forza Italia sul testo di mozioni come originariamente depositato, non accogliendo quindi la proposta di riformulazione del Ministro. Concludo. In assenza di responsabilità condivisa tra i partner europei, operazioni come Mare Nostrum sono un boomerang sociale che rende l’Italia l’anello debole dell’Europa a vantaggio della clandestinità e dei trafficanti di morte. Anche in considerazione degli imprescindibili obblighi di tutela dei diritti fondamentali delle persone, l’Unione europea dia prova di effettiva solidarietà e di un’efficace capacità di risposta, oppure in caso contrario non si sorprenda se gli euroscettici saranno la maggioranza in tutti i Paesi del sud Europa.
