Berlusconi: L'eliminazione di Equitalia Ŕ merito nostro

Ampi brani dell'intervista a 'La 7'

Silvio Berlusconi

“Eliminare Equitalia é una proposta che abbiamo avanzato noi dopo aver constatato come si comporta Equitalia. Equitalia oggi si comporta come un’azienda tesa al profitto, i suoi collaboratori e i suoi dirigenti, guadagnano a seconda delle utilità che riescono a portare a casa e quindi esercitano una pressione che va al di là del debito, al di là del giusto nei confronti dei contribuenti. In effetti oggi noi siamo già quasi in uno stato di polizia tributaria.

Sanno tutti, chi lo può fare, prelevare 1000 euro in banca e veniamo segnalati alla Banca d’Italia. Se compriamo qualcosa, un salotto, una cucina, che costa più di 3600 euro, veniamo segnalati all’agenzia delle entrate, che ci passa ai raggi X. Qualunque contribuente che si sia seduto al tavolo con un collaboratore di Equitalia si alza con l’amaro convincimento di essersi trovato di fronte non davanti ad uno Stato giusto ed amico, bensì ad uno stato ostile e nemico, e credo che questo non vada. Per questo noi avevamo stipulato, in uno degli accordi fatti con il Governo Letta, per arrivare ad essere disponibili per le larghe intese, al cambiamento di Equitalia. Siamo riusciti a farlo per merito nostro attraverso il presidente della commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone. Siamo riusciti a portare gli anni di rateizzazione di quanto dovuto allo Stato da 3 a 10, siamo riusciti ad eliminare il pignoramento della prima casa, e anche quello sulla seconda casa, se non per debiti molto elevati, e siamo riusciti ad eliminare il pignoramento dei macchinari degli artigiani e delle piccole imprese".


"Ho parlato di legge contra personam a proposito della legge sul finanziamento ai partiti. Siamo d’accordo sull’abolizione del finanziamento pubblico, ma hanno introdotto un’altra norma che viene contro Forza Italia, quella che un singolo può in un anno dare al massimo ad una forza politica 100 mila euro. In questi anni é successo che siccome io ne avevo le possibilità non abbiamo cercato mai in altri sostegni finanziari, non abbiamo messo in piedi un’organizzazione di fund-raising mentre il Partito comunista, con le sue diverse denominazioni che si é dato, ha al suo interno un sistema capitalistico, quello delle cooperative, e  poi ha il sistema delle feste dell’Unità dove possono essere dichiarati tutti gli introiti che si vogliono. Stiamo anche noi costruendo, partendo da adesso, un sistema per la ricerca dei fondi".


"Ho lottato per 20 anni per la libertà ed adesso sono arrivato con un governo di sinistra a Palazzo Chigi, una maggioranza di sinistra in Parlamento e con Silvio Berlusconi non più totalmente libero, quindi male...Ma cambieremo tutto, perché io sono vecchio ma testardo e combattente".


"Avevamo raggiunto degli accordi sulla riforma della legge elettorale ed anche in questo caso Renzi é stato costretto a fare marcia indietro, lui, non noi, perché la sua base in Parlamento, ed i suoi alleati, non si sono detti d’accordo a loro volta su quello per cui avevamo concordato e quindi sono state apportate a questa legge delle modifiche importanti. Noi abbiamo fatto un ulteriore sforzo ed abbiamo detto che su quelle modifiche potevamo anche essere d’accordo e le abbiamo accettato. Abbiamo sempre messo in campo un grande senso di responsabilità".

"Matteo Renzi mi ha deluso perché dopo tante promesse, tante dichiarazioni ha dovuto prendere atto che la vecchia sinistra all’interno del suo partito certe cose non gliele lascia fare e per esempio per quanto riguarda il decreto lavoro ha presentato il cosidetto Job act ed é in realtà diventato un atto della Cgil, un Cgil act. All’interno di un partito dove é stato molto bravo a conquistare il potere e diventare segretario, quando però passa in Parlamento deve fare i conti con i vecchi parlamentari del vecchio partito comunista che non sono cambiati e con i sindacati di sinistra, cioé con la Cgil.”


“Ai parlamentari del Partito democratico ha promesso che continuava la legislatura fino alla scadenza naturale del 2018 e lo sappiamo che tutti quanti amano, soprattutto i professionisti della politica, continuare a stare seduti sulla sedia comoda e lucrosa che occupano. Ma non credo che la situazione economica, ed il modo con cui questo Governo ha dimostrato di saperla affrontare, consentirà che si arrivi fino al 2018. Immagino che si torni a votare per le elezioni politiche fra massimo un anno, un anno e mezzo. Fino alle prossime elezioni politiche, nonostante tutto quello che mi si é fatto contro per eliminarmi dalla scena politica, con una sentenza infondata, cosa che verrà fuori a brevissimo, e verrà annullata, io resterò al centro della scena politica”

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