Berlusconi: Non vogliamo pił lasciare la cultura in mano alla sinistra

L'intervento del Presidente alla presentazione del Dipartimento Cultura

Silvio Berlusconi

La sinistra, perseguendo la teoria gramsciana delle cosiddette case matte del potere, ha conquistato il mondo della cultura. Ha messo i suoi uomini nella scuola, nell’università, nelle case editrici, nei giornali, nella televisione pubblica. Questo è continuato sino ai giorni nostri e noi liberali non abbiamo saputo controbattere a una strategia così ben attuata, in base alla quale un artista vero deve per forza essere di sinistra.

Per la verità io ho fatto la mia parte. Sono il primo imprenditore culturale in Italia. Ho operato nel campo della televisione commerciale, nell’editoria e nel teatro. La mia famiglia gestisce il teatro Manzoni di Milano, che senza il nostro intervento sarebbe diventano un centro commerciale.

Forse al governo avrei potuto intervenire un po’ più da vicino sulle imprese che si occupano di cultura. Sono 4.650 e muovono 80 miliardi del nostro Pil. Ne ho parlato con i signori al governo e credo che bisogna avere il coraggio di detassare le imprese che si occupano di cultura. Noi lo abbiamo fatto ma solo parzialmente.

L’Italia è al primo posto nel mondo per patrimonio artistico e noi abbiamo il dovere di conservarlo al meglio per coloro che verranno dopo di noi. Questo perché la cultura aumenta la creatività, la creatività stimola l’economia, l’economia produce posti di lavoro. E’ per questo che oggi presentiamo un dipartimento di cui da tempo sentivo la mancanza, un dipartimento che riguarda la cultura.

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