D'Alessandro: La Consulta rappresenta sorta di impropria terza Camera
La nota del deputato di Forza Italia

“La valutazione di Forza Italia del decreto-legge in esame alla Camera dei deputati diretto a fronteggiare situazioni di necessità ed urgenza negli ambiti delle sostanze stupefacenti è assolutamente negativa.
La decisione della Corte costituzionale di cancellare la legge Fini-Giovanardi pone un enorme problema sia sul profilo normativo penale e amministrativo che sul piano politico. La Consulta, infatti, rappresenta ormai una sorta di impropria terza Camera del Parlamento, con l’aggravante che le sue decisioni non possono essere messe in discussione, come avviene invece alla Camera e al Senato. Come altri recenti pronunciamenti evidenziano con estrema chiarezza, vi è il serio rischio di una progressiva totale destabilizzazione del sistema ordinamentale del Paese a causa di un sempre più frequente invasione di campo da parte del potere giurisdizionale nelle vicende legislative. Chi spaccia droga delinque, e chi delinque va sempre punito. Inoltre, non è irrilevante l’aspetto culturale e sociale: il problema non è la depenalizzazione del piccolo consumatore, ma va perseguito il danno arrecato alla società e adeguatamente puniti gli spacciatori e i trafficanti. È sempre necessaria una proporzione e, dunque, è un errore che le Commissioni non abbiano ritenuto opportuno operare una distinzione sulle condotte relative alle droghe pesanti e quelle inerenti alle droghe leggere, così come previsto dalla vecchia legge. Il rischio è quello di una deriva libertina che porti i giovani soprattutto a considerare la droga come qualcosa di normale, che si possa assumere tranquillamente, senza alcuna considerazione per le gravi conseguenze che ciò comporta. Il diritto alla vita non è negoziabile né contemperabile con alcun altro diritto; non si vive o si muore in parte, e così non può esistere giustificazione per chi, in qualunque misura, la vita la disprezza e la distrugge”.
