Capezzone: Quattordicesima per qualcuno, ma tasse su casa e risparmio faranno saltare la tredicesima...
La nota del presidente della Commissione finanze della Camera

Il decreto approvato oggi in Consiglio dei Ministri (che naturalmente attendiamo di poter leggere ed esaminare in dettaglio) sembra presentare tre limitati aspetti positivi che tuttavia, dopo settimane di roboanti annunci, appaiono piuttosto ridimensionati.
Mi riferisco ai tagli alla spesa pubblica improduttiva, purtroppo abbastanza ridotti (più volte proposti da me, negli ultimi mesi, con vari emendamenti e per importi decisamente superiori: ma anche il Governo Renzi, ad esempio in occasione del decreto sulla finanza locale, ci ha sempre detto no); al bonus fiscale/elettorale riconosciuto ad alcuni lavoratori dipendenti (ad una platea più ristretta rispetto ai primi annunci, perché esclude gli incapienti); e infine al timido avvio del taglio dell’Irap.
Ma restano cinque errori di fondo (uno compiuto nelle scorse settimane, e gli altri in questo decreto) che vanificano l’operazione.
Il primo è il mantenimento (e addirittura l’inasprimento) della tassazione sulla casa, fortemente voluto dal Governo Renzi e aggravato poche settimane fa nel recente decreto sulla finanza locale: e in quella sede Governo e maggioranza hanno addirittura bocciato un mio emendamento a difesa delle detrazioni sulla prima casa.
Il secondo è l’inasprimento della tassazione sul risparmio e sulle attività finanziarie, che colpirà (non sembrano esserci purtroppo dubbi, anche se continuo a sperare che la versione finale del decreto non contenga questo errore marchiano) anche i conti deposito! Altro che "rendite", quindi: saranno colpiti anche i risparmi.
Il terzo è l’esclusione (e, quindi, la discriminazione) degli autonomi, lavoratori anch’essi, ma tenuti fuori dal taglio Irpef.
Il quarto è l’esclusione degli incapienti.
Il quinto è che l’intervento sull’Irap è limitato e, se si fosse invece seguita la nostra linea fissata nella delega fiscale (taglio dei sussidi a pioggia in cambio della riduzione delle tasse sulle imprese), sarebbe potuto essere molto più consistente.
Dunque, a fronte di pochi e "leggeri" aspetti positivi, si conferma invece un dato negativo prevalente, visto che l’innalzamento della tassazione sulla casa abbinato a quello su risparmio e attività finanziarie finirà per mangiarsi non solo il micro bonus elettorale ma anche la tredicesima degli italiani.
In sostanza, i lavoratori autonomi avranno quasi solo danni, e i dipendenti vedranno compromesso o pressoché annullato il piccolo beneficio ricevuto.
