Candidabilità di Berlusconi: Mercoledì a Strasburgo conferenza stampa Bergamini-Centemero-Palacio su iniziativa presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo
La nota dell'evento

Domani, mercoledì 9 aprile, alle ore 12.45 a Strasburgo, presso il Palais de l’Europe, sede del Consiglio d’Europa, si terrà una conferenza stampa per illustrare i contenuti di un’iniziativa presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo relativa alla candidabilità di Silvio Berlusconi, in vista delle prossime elezioni.
Alla conferenza stampa interverranno le deputate di Forza Italia e componenti della delegazione parlamentare italiana al Consiglio d’Europa, Deborah Bergamini ("Non é un nuovo ricorso ma una iniziativa istituzional-popolare rivolta alla Corte europea dei diritti dell’Uomo") ed Elena Centemero e l’avvocato Ana Palacio, già Ministro degli Esteri spagnolo nel governo Aznar, che ha dichiarato:
“Come avvocato rappresentante dei parlamentari del Consiglio d’Europa, dei parlamentari europei e degli oltre 3900 cittadini italiani che hanno sottoscritto la richiesta alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per sospendere gli effetti della sentenza del 1 agosto 2013, relativa al processo sui diritti tv Mediaset, che impedisce a Silvio Berlusconi di candidarsi alle elezioni, voglio puntualizzare che:
1) questa richiesta nasce dalla volontà di cittadini e parlamentari italiani, e non da Silvio Berlusconi;
2) il diritto da tutelare invocato è il diritto elettorale attivo, cioè quello dei cittadini di scegliere liberamente il proprio rappresentante nell’esercizio del voto democratico; quindi un diritto che rientra nel nucleo fondante dei principi tutelati dalla Corte Europea e dal Consiglio d’Europa;
3) la richiesta è stata anticipata via fax nel pomeriggio di lunedì 7 aprile, con l’annuncio che le firme e la documentazione allegata sarebbero state consegnate alla Corte, a Strasburgo, mercoledì 9 aprile.
Per tutto quanto esposto, è molto sorprendente ed insolito che si dia notizia del rigetto dell’istanza, peraltro ancora incompleta, inviata via fax, a meno di 24 ore dalla sua presentazione e, quanto più grave, senza che un giudice abbia visionato la richiesta. È altrettanto sorprendente che tale rigetto sia stato pubblicizzato a mezzo stampa, alla vigilia di una mia conferenza che avrebbe illustrato l’iniziativa”.
