Capezzone: Tasi altro grande imbroglio. Basta tosare i contribuenti

La nota del presidente della Commissione finanze della Camera

Daniele Capezzone

Un ennesimo grande imbroglio si sta compiendo sulla Tasi, la nuova tassa - di natura patrimoniale, come ha spiegato la Corte dei Conti - che da quest’anno colpirà le abitazioni principali degli italiani in alcuni casi persino in misura maggiore della vecchia Imu.

Governo e Associazione nazionale dei Comuni (Anci) avevano pubblicamente e ripetutamente giustificato l’aumento della Tasi di un ulteriore 0,8 per mille, contenuto nel decreto enti locali all’esame delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera, con l’esigenza di finanziare detrazioni per la prima casa. Un’imposta leggermente più pesante ma allo scopo di alleviarne il peso su alcune famiglie, dicevano.

Ma ieri notte, nel corso dell’esame del testo, le cose sono andate molto diversamente.

Non solo sono stati respinti i nostri emendamenti (che ovviamente ripresenteremo in Aula) per la soppressione integrale della tassa sulla prima casa (con nostra ineccepibile proposta di copertura: o con centralizzazione degli acquisti di beni e servizi della P.A o con taglio lineare di tali acquisti), ma è stato bocciato perfino un nostro emendamento minimale che chiedeva ai Comuni almeno (ed era davvero il ...minimo sindacale!) di allegare ai bilanci un documento che dimostrasse e certificasse l’effettiva e integrale destinazione dello 0.8 aggiuntivo alle detrazioni.

Relatori e Governo, con la tecnica del "carciofo", cioè sottraendo una foglia dopo l’altra, dapprima hanno chiesto di eliminare il voto del Consiglio comunale sul tema, poi la messa in Internet del documento, poi l’obbligo di certificazione e le relative responsabilità, e successivamente hanno chiesto di eliminare il riferimento all’integralità della destinazione dello 0.8 alle detrazioni. Insomma, il tentativo è stato quello di svuotare l’emedamento.

Al nostro rifiuto, e quindi al momento del voto sulla versione integrale dell’emendamento, Governo e maggioranza lo hanno bocciato.

Morale. Non solo i Comuni hanno ottenuto di poter usare come meglio credono i 500 milioni che al contrario nella legge di stabilità erano vincolati a copertura delle detrazioni. Ora viene fuori che potranno usare liberamente anche l’aumento Tasi dello 0,8 per mille, destinandolo solo in parte alle detrazioni per la prima casa.

In Aula daremo battaglia anche su questo punto: questo ulteriore aumento della Tasi è stato chiesto, e concesso, allo scopo di alleggerire l’imposta sulla prima casa, o è semplicemente un’ulteriore tosatura dei contribuenti?

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