Capezzone: Noi spingeremo per fare di pił, non di meno. Per accelerare, non per frenare
La nota del Presidente della Commissione Finanze della Camera

“Rispetto agli annunci di ieri del Presidente del Consiglio Renzi, l’impostazione che a mio avviso deve essere propria di una opposizione liberale è quella di spingere per fare di più e non di meno, per accelerare e non per frenare.
Dunque, va respinto l’approccio (che noi stessi, assai giustamente, criticammo negli anni in cui eravamo in maggioranza) degli ottusi guardiani di un’austerità nemica della crescita. E, di conseguenza, sta a noi differenziarci da chi alzerà la bandiera del "non si può fare" in nome dei vincoli.
Invece, la nostra azione propositiva e critica rispetto al Governo Renzi deve essere di segno opposto, per incalzarlo a tagliare ancora di più la spesa e le tasse. Tutta la nostra iniziativa nei confronti del Governo Letta-Alfano (con le nostre proposte inascoltate in occasione dell’ultima legge di stabilità) è stata di questo tipo: incalzare per maggiori tagli sia delle spese sia delle tasse. Ora occorre insistere.
Sarà dunque opportuno, a mio parere, una volta che i provvedimenti saranno varati (dissipata la nebbia e la vaghezza che ha rappresentato il vero punto debole della conferenza di ieri del Premier) proporre correzioni liberali ispirate a questa logica: la delega fiscale a cui abbiamo lavorato con successo e le nostre proposte storiche sono miniere alle quali attingere.
Mi spiego con un esempio. Ieri Matteo Renzi ha trascurato autonomi, partite Iva e imprese. Se ne è ricordato solo con la proposta (positiva ma coperta in modo sbagliato) di avvio di riduzione dell’Irap. È sbagliato, infatti, coprirla aumentando la tassazione sulle rendite. È invece molto meglio, secondo la nostra proposta recepita nella delega fiscale, coprire questo primo taglio attraverso un contestuale taglio dei sussidi a pioggia alle imprese. Il taglio potrebbe allora essere ancora maggiore (fino a 6 miliardi, in prima battuta), andando incontro allo scambio positivo più volte dichiarato accettabile dalle stesse imprese: meno sussidi a pioggia, in cambio di meno tasse.
È un esempio dell’azione emendativa che andrà svolta, in senso più liberale e più riformatore.”
