Brunetta: Renzi copia Letta ma l'esito non cambia
Alcuni passaggi dell'intervento su "Il Giornale"

“Come non dare ragione a Enrico Letta, quando accusa il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di plagio?
Quando ci spiega che le cose che Renzi dice di voler fare erano contenute, miliardo più miliardo meno, titolo più titolo meno, negli ultimi provvedimenti del precedente governo (legge di Stabilità e successivi)? Proprio quelle misure riassunte e riprese nel documento, Impegno Italia, che Letta ha presentato il 12 febbraio a Palazzo Chigi come rilancio del patto di coalizione e che nella direzione del Pd del giorno dopo Renzi ha bocciato senza pietà, aprendo di fatto la crisi di governo. Se le cose stanno così ne deriva una sindrome già vista di Matteo Renzi: copiare il nemico uccidendo il nemico. Cannibalizzare il nemico per impossessarsi della sua anima, dei suoi pensieri, dei suoi progetti, delle sue politiche. Lo aveva già fatto quando era sindaco di Firenze con il sottoscritto: copiava la riforma Brunetta della Pubblica amministrazione, ma parlava male, un giorno sì e l’altro pure, di chi quella riforma l’aveva ideata. Quella stessa riforma che Renzi continua a copiare ancora oggi, ponendola al centro del suo programma di governo. Da parte mia, nel mio discorso sulla fiducia in Aula alla Camera, gli ho regalato il copyright. Per il bene del Paese”.
