Gasparri: La legge elettorale sia applicabile per Camera e Senato
La nota del nostro senatore

“Al Capo dello Stato deve arrivare una legge elettorale promulgabile, non un pasticcio contrario alle regole del diritto e ai principi della Costituzione. Una legge con condizioni sospensive, cioè tale da entrare in vigore soltanto se si verificano determinati fatti, é improponibile.
Peggio ancora sarebbe una legge elettorale che riguardasse la Camera e non il Senato. Che il Senato debba essere riformato o addirittura abolito e’ tema condiviso da tutti. Ma al momento esiste. E il Paese deve avere una legge elettorale applicabile in qualsiasi momento. Un conto é auspicare che le elezioni non ci siano, un altro é far sì che non si possano svolgere per mancanza di una legge elettorale. Dobbiamo avere sempre l’estintore funzionante dietro il vetro a garanzia della democrazia e della libertà. Altrimenti finiamo come l’Ucraina e la Siria.
La legge elettorale, quindi, deve riguardare sia il Senato che la Camera, anche perché la sentenza della Corte Costituzionale non ha offerto una legge elettorale automaticamente applicabile. Se per la Camera c’é un lontano precedente del 1992 di una legge elettorale con una preferenza unica, per il Senato non c’è nessuna legge del passato che prevedesse le preferenze. Andrebbe quindi scritta daccapo una nuova normativa. Ecco perche é necessario fare una legge che riguardi i due rami del Parlamento. Poi, se e quando sarà attuata la auspicata riforma costituzionale, avremo un contesto diverso. Ma se si presentasse una soluzione pasticciata e confusa il Quirinale credo che legittimamente avrebbe molte cose da dire. A chi critica il fatto che abbia chiamato in causa il Presidente della Repubblica dico che sono gli stessi che ne hanno evocato il ruolo di suprema garanzia. Richiamare preventivamente l’attenzione della massima istituzione su un iter assurdo credo che sia un servizio alla democrazia.
Ribadisco: la legge elettorale deve essere promulgabile. Un pasticcio confuso per tenere in piedi una maggioranza sbrindellata sfidando i principi della Costituzione sarebbe improponibile”.
