Rossi: Persecuzione fiscale a danno dei nostri cittadini
La dichiarazione del nostro europarlamentare

"Il governo Letta ha lanciato ai consumatori l’ultima patata bollente e a rimetterci sono ancora una volta i cittadini italiani, penalizzati da una normativa che rischia di essere incostituzionale. Di fronte a questa persecuzione fiscale, ho interrogato la Commissione europea, da cui mi auguro arrivi presto una risposta che blocchi tale provvedimento, a dir poco sconcertante".
L’eurodeputato Ppe Oreste Rossi ha commentato così l’entrata in vigore, dal primo febbraio, di un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che stabilisce il prelievo del 20% dai bonifici in arrivo dall’estero e indirizzati ai conti correnti italiani. La ritenuta d’acconto è automatica e spetta al contribuente dimostrare che le somme non hanno natura di “compenso reddituale” per chiedere la restituzione dell’imposta.
"Ritengo che tali disposizioni -ha specificato Rossi- oltre a rappresentare un evidente ostacolo alla libera circolazione di capitali e servizi, tutelata e prevista dai trattati europei, siano destinate a far aumentare l’illegalità, e non la trasparenza dei movimenti finanziari".
"L’Esecutivo Ue -ha sottolineato l’eurodeputato Ppe- spieghi perché in Italia si va in direzione contraria rispetto al resto d’Europa, dove si tende a tassare di più il patrimonio che non il reddito".
"Tra l’altro -ha continuato Rossi- si tratta di una violazione dell’art. 63 del TFUE, per cui sono vietate tutte le restrizioni sui pagamenti tra Stati membri, e tra Stati membri e Paesi terzi, e delle convenzioni siglate dall’Italia per evitare la doppia imposizione fiscale, dato che si presuppone che il denaro trasferito sia stato già soggetto a tassazione nel Paese d’origine".
"Per di più -ha concluso l’europarlamentare alessandrino- è una misura inefficace nel contrastare l’evasione fiscale, dal momento che i flussi di capitali vanno generalmente in direzione opposta, cioè vengono realizzati in Italia e poi trasferiti all’estero presso paradisi fiscali o Paesi con regimi impositivi più accoglienti per gli investitori".
Oreste Rossi ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione Europea nella quale chiede di far chiarezza su questa norma e la stessa è stata firmata dai colleghi del gruppo Ppe: Roberta Angelilli, Lara Comi, Carlo Fidanza, Elisabetta Gardini, Erminia Mazzoni, Barbara Matera, Aldo Patriciello, Licia Ronzulli, Amalia Sartori, Marco Scurria, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Crescenzio Rivellini.
