Berlusconi: Proporre Cappellacci significa dare un forte segnale di rinnovamento
L'intervista del Presidente al quotidiano 'Nuova Sardegna'
Dal 2009 a oggi, da una campagna elettorale all’ altra. Come cinque anni fa, Silvio Berlusconi e il governatore rincandidato del centrodestra, Ugo Cappellacci, saranno di nuovo assieme con lo stesso obiettivo: vogliono vincere le elezioni regionali.
Presidente Berlusconi, allora fu lei a scegliere Cappellacci, perché lo preferì ad altri possibili candidati?
“Perché proporre Ugo Cappellacci significava dare un forte segnale di rinnovamento, con un candidato di nuova generazione, che non era un professionista della politica e che aveva tutte le qualità per guidare la Sardegna in un momento particolarmente difficile”.
Però anche il suo governo poi non è stato certo prodigo con la Sardegna. Aveva promesso un ministro per l’ isola, promessa non mantenuta: perché questo trattamento?
“Avremmo voluto fare sicuramente di più, ma purtroppo il potere di ricatto dei singoli partitini ed i piccoli interessi di parte hanno intralciato il nostro cammino. È vero anche, però, che il nostro contributo é stato importante per sbloccare opere altrimenti destinate a restare incompiute, come la Sassari-Olbia”.
Poi cos’ altro?
“Ricordo che fu proprio il sottoscritto a raccogliere la protesta della Sardegna e del presidente Cappellacci contro quello che appariva come un disimpegno dell’ Eni dal territorio e a condividere la proposta, oggi realtà, della conversione degli stabilimenti di Porto Torres nel più grande polo d’ Europa per la chimica verde. Credo che dopo la stagione del governo Monti, il peggiore della storia della Repubblica, sarà riconosciuto il valore della nostra esperienza”.
Cappellacci da due anni attacca lo Stato a muso duro fino a definirlo padre-padrone e patrigno: condivide?
“È un’ analisi che condivido perché ho avuto questa percezione da imprenditore prima e da uomo delle Istituzioni poi”.
Cos’ è oggi lo Stato?
“È ancora una gigantesca ed oppressiva macchina burocratico-fiscale, pronta a entrare rapidamente nel nostro privato quando si tratta di prendere, lenta e inefficiente quando deve erogare servizi e rispettare diritti. Questo diventa devastante per le aree del Paese, come la Sardegna, che soffrono un divario infrastrutturale, frutto di decenni di amnesie. La questione sarda è una delle ferite ancoraaperte della storia della Repubblica”.
Soffia sempre più forte il vento dell’ indipendentismo: in caso di referendum, da sardo d’ adozione come si sente, voterebbe a favore o contro?
“Condivido l’ idea di consentire al popolo sardo di pronunciarsi e comprenderei le ragioni anche di un voto favorevole, ma la prima indipendenza da costruire è la possibilità per ogni sardo di poter lavorare, acquistare una casa, mettere su famiglia a pari condizioni rispetto agli altri concittadini italiani. Questo, come sardo adottivo, è l’ obiettivo che più mi sembra prioritario”.
La Sardegna è una delle regioni con il più alto numero di disoccupati: l’ imprenditore Berlusconi su quale settore punterebbe per il rilancio?
“Punterei sul binomio turismo-agroalimentare, perché la Sardegna ha un’ immagine riconosciuta a livello mondiale, che però non rende giustizia alla vastità ed alla peculiarità del suo ambiente, del suo paesaggio, delle sue tradizioni. La sinistra, che fece fuggire i turisti con la tassa sul lusso di Soru, continua a demonizzare un settore cruciale per l’ economia sarda, come se nel turismo non ci fossero opportunità importanti per l’ impresa e per l’ occupazione”.
Purtroppo è ancora difficile arrivare e partire dall’ isola.
“La nuova continuità aerea con la tariffa unica, voluta dalla Giunta Cappellacci, aumenterà sensibilmente, come già risulta dai primi dati, il numero dei visitatori. Sarà un incentivo a incrementare le presenze dei turisti con ricadute molto positive per le imprese”.
La grande industria è morta, neanche la sua storica telefonata a Putin è servita, nel 2009, a salvare l’ Eurallumina, nel Sulcis.
“Quell’ episodio è spesso riferito in maniera distorta perché non dissi mai che i miei interventi sul presidente Putin sarebbero bastati per risolvere una questione così complessa. Peraltro so dal governatore Cappellacci che c’ é un percorso che può condurre al riavvio della produzione, ancora condizionato da passaggi sul sequestro di alcune aree. Questo dimostra che, senza nascondere le difficoltà, la presa non è stata mollata un solo minuto.”
Com’ è possibile oggi attrarre nuovi capitali stranieri?
“Attraverso un quadro di regole certe e rendendo lo scenario più competitivo. Questo obiettivo si può raggiungere non diminuendo i salari, ma allentando la pressione fiscale”.
Tasse e burocrazia, mancanza di fiducia nei partiti e nell’ economia: i mali dell’ Italia, in Sardegna sono maledizioni senza scampo.
“In Sardegna però, come in Italia, noi ci proponiamo con un programma di rottura rispetto al passato: il centrodestra ha ridotto l’ odiosa Irap del 70 per cento e persegue l’ obiettivo di una "Zona Franca" che è la manifestazione più limpida del nostro "credo" politico: ridurre le tasse consente di aumentare i consumi, permette alle imprese di crescere e di creare lavoro. Dall’ altra parte c’ è una sinistra che propone sempre le stesse ricette, i cui risultati sono davanti agli occhi di tutti”.
Il ritorno a Forza Italia ha provocato la spaccatura con Alfano. Il Pdl sardo si è schierato in blocco dalla sua parte: come ripagherà tanta fedeltà?
"Il fatto che tutti i nostri azzurri domani saranno insieme a Cagliari mi riempie il cuore di gioia. Tuttavia non si tratta di essere fedeli alla mia persona, ma di essere fedeli agli impegni assunti con la collettività e soprattutto di non lasciar cadere la bandiera della rivoluzione liberale”.
Con il Pd nazionale e Renzi in particolare, ha aperto il dialogo sulla legge elettorale mentre in Sardegnacentrodestra e centrosinistra sono avversari storici e a tutto campo: servono ancora i duelli infiniti in politica?
“L’ incontro delle rispettive volontà sul nuovo sistema elettorale segna un momento di svolta per una politica che, come ho più volte sottolineato, deve andare verso una pacificazione nazionale, pur nel rispetto delle diverse appartenenze. Il coraggio appartiene a chi sa dialogare con la forza delle idee, non a chi parla solo con i suoi compagni di partito. Auspico che l’ accordo faticosamente raggiunto sia mantenuto fino in fondo, anche perché è da lungo tempo che inseguiamo questo obiettivo, ma più volte i veti incrociati e la sinistra conservatrice sono riusciti a bloccarlo”.
Le larghe intese sono una sua creatura: il modello è esportabile anche nell’ isola?
“Le larghe intese sono state solo una risposta di emergenza, dettata dalla necessità di superare un ingorgo istituzionale. Il principio per cui devono essere i cittadini a scegliere chi governa non può essere messo in discussione né tradito. Per fortuna in Sardegna il problema non si pone, perché c’ è l’ elezione diretta del presidente della Regione”.
Vent’ anni in politica: non è arrivato il momento in cui cedere lo scettro, oppure se il suo status elettorale glielo consentirà, si candiderà alle europee?
“Quando il voto popolare viene più volte sovvertito e al governo eletto dal popolo viene sostituito, senza passare dalle urne, un governo che i cittadini non conoscono neppure, e questo è successo ben quattro volte negli ultimi vent’ anni), quando il leader dei moderati subisce un’ aggressione giudiziaria che dura da vent’ anni, quando nessun cittadino è più sicuro dei suoi diritti, dei suoi beni, della sua libertà, allora è un dovere, per chi è stato scelto da milioni e milioni di elettori, restare in campo per difendere la libertà. Per questo invito chi ancora non si è impegnato, a scendere in campo con me e con Forza Italia”.
Il governo Letta ha i mesi contati oppure resisterà?
“Questo dipende dalle forze politiche che ora compongono la maggioranza. Credo che l’ Italia abbia bisogno di un nuovo Governo sostenuto dal voto di un solo partito che conquisti la maggioranza dei cittadini”.
