Capezzone: Electrolux dimostra che il problema sono le tasse italiane, non le multinazionali

La nota del Presidente della Commissione Finanze della Camera

Daniele Capezzone

"Se la politica e i giornali non avessero le lenti appannate dall’ideologia, vedrebbero senza fatica il caso Electrolux per quello che è: un sintomo paradigmatico della malattia che affligge il nostro Paese, che ci impedisce di tornare a crescere e di aumentare l’occupazione. Ma è più facile, più di sicuro effetto, per il mondo dell’informazione, per i sindacati e per i politici, raccontare la favoletta della multinazionale che vuole affamare i lavoratori riducendo la loro paga o licenziandoli. La realtà, numeri alla mano, è che ad ’affamare’ i lavoratori, anzi a licenziarli e a distruggere posti di lavoro, è lo Stato italiano, a causa di un livello di tassazione che rende insostenibile, fuori mercato, qualsiasi produzione industriale in Italia (a meno di non ricevere aiuti diretti o indiretti dallo Stato stesso). E per una Electrolux che fa notizia, ci sono 10, 100, 1.000 imprese che hanno chiuso i battenti per trasferirsi in Svizzera, Austria e Slovenia.

Eppure, un modo ci sarebbe per mantenere tutti gli attuali posti di lavoro al medesimo salario netto, al tempo stesso permettendo ad Electrolux di tornare competitiva (e magari attirando davvero nuovi investimenti esteri): ridurre il cuneo fiscale di circa 20 punti percentuali (oggi, secondo dati Confindustria, è al 53,4%). E sarebbe comunque un livello in linea con la media Ocse e superiore al Regno Unito, dove non ci pare che i servizi pubblici e sociali funzionino peggio che da noi.

Dunque, è contro l’elevata tassazione, non contro i ’cattivi’ industriali che bisogna puntare l’indice dell’indignazione. Tutti, da Serracchiani (Pd) a Sacconi (Ncd), reclamano la proprietà di Electrolux ’al tavolo’ sindacal-governativo. Il Governo deve certamente intervenire, ma non sulla ’proprietà’ di Electrolux, bensì su se stesso. Riunisca se stesso e approvi subito un robusto taglio al cuneo fiscale. La presidente Serracchiani potrebbe dare il buon esempio azzerando l’Irap nella sua regione. Forse Electrolux tornerebbe sui suoi passi e molti altri posti di lavoro potrebbero essere recuperati. Lo ripetiamo per l’ennesima volta: altro che ’politiche industriali’, incentivi e contratti unici, abbassare le tasse è l’unica ’politica industriale’, l’unico ’job act’ possibile per il nostro Paese. Tutto il resto è demagogia vetero-socialista"

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