Berlusconi: Elezioni politiche insieme alle europee
Ampi brani dell'intervento telefonico del Presidente alla convention di Grande Sud a Cefalù

"Cinque mesi ci dividono dal 25 di maggio, già lì potremo sperimentare il sistema delle sentinelle del voto formate dai Club. Meglio ancora se insieme alle europee di maggio riuscissimo ad avere anche le politiche".
"Siamo assolutamente convinti che questa volta o la va lo la spacca. Serve un miracolo. Intanto, siamo tornati a Forza Italia e al suo fianco abbiamo messo i Club Forza Silvio per far promozione capillare sul territorio dei nostri valori e ideali".
“Se noi potessimo raggiungere tutti gli elettori ancora indecisi e anche quelli che hanno scelto l’antipolitica, accodandosi per esempio a Grillo, sommando questi indecisi a quelli di Grillo, abbiamo la bellezza di 24 milioni di elettori, che si possono raggiungere e che possiamo tentare di convincere. Come? Con i 12mila Club che puntiamo a creare in tutta Italia. Con una squadra di 5-10 persone, magari giovani, che verranno formati per via digitale e me ne sto occupando già io. Ogni club dovrebbe curare 4 sezioni elettorali e ognuna comprende in media 752 elettori, anche se poi solo più di 500 vanno a votare".
"Un certo numero vota Pd inutile, dunque, spendere tempo e parlarci, un certo numero vota Fi, questi bisogna tenerli in caldo. Un’altra parte vota Grillo e questi vanno raggiunti. Come? "Serve una Camera, magari col 50% di componenti in meno, un tempo massimo di 120 giorni per approvare un provvedimento del Consiglio dei ministri e una Corte costituzionale che sia eletta solo dai magistrati e dal Parlamento. Infine, serve conferire ai cittadini il diritto di eleggere direttamente il capo dello stato".
“Bisogna cambiare l’ assetto istituzionale del paese. Per cambiarlo bisogna avere la maggioranza assoluta. Se non si arriva a una maggioranza assoluta, non c’ é speranza di cambiare questo paese. Gli italiani devono imparare a votare. L’ Italia così non è governabile. I padri costituenti quando distribuirono i poteri nella costituzione, temendo che si potessero ricreare le condizioni per un nuovo regime, diedero poteri alle assemblee parlamentari, al capo dello stato, alla corte costituzionale ma non diedero alcun poter al governo e al presidente del consiglio. L’ architettura costituzionale così com’ é non é fatta per decidere ma per vietare".
