Capezzone: Ma di quale ripresa parla Letta? Guardi le cifre, serviva uno choc per la crescita
La nota della nostra parlamentare

"Le drammatiche cifre della crisi ricordate oggi dal presidente di Cna Malavasi dovrebbero indurre il Governo all’azione, e non a reiterare impegni e parole che sentiamo da sei mesi e un ottimismo sempre più distante dalla percezione dei cittadini. E’ troppo comodo scambiare per attacchi al principio della rappresentanza attacchi in realtà rivolti a quella politica che resta immobile, che non decide, che rinvia per difendere la stabilità delle proprie poltrone.
Incompatibili con la democrazia e i principi dello stato di diritto (per esempio, quello sulla capacità contributiva sancito dall’articolo 53 della Costituzione) sono gli acconti superiori al 100%, l’incertezza e spesso la retroattività delle norme fiscali, l’inversione dell’onere della prova. E incompatibile con la democrazia e con l’attività economica, quindi anche con l’occupazione e il benessere, è il livello di tassazione che abbiamo raggiunto. Almeno alle piccole e medie imprese dev’essere consentito di determinare il reddito d’impresa secondo criteri di cassa, altrimenti il rischio, ma è già una realtà, è quello di una serie infinita di chiusure e fallimenti non per crisi, bensì per una pretesa fiscale priva del suo requisito giuridico di base, cioè la capacità contributiva.
Infine, come ha osservato oggi Mario Draghi, se il deficit italiano nel 2013 e nel 2014 sarà leggermente superiore agli obiettivi di rientro programmati, è perché ad essere inferiore alle attese è il dato del Pil. Un’ulteriore dimostrazione che senza crescita non può esserci nemmeno risanamento dei conti pubblici, ma solo un avvitamento della nostra economia."
