Berlusconi: Sono in campagna elettorale
Ampi brani dell'intervista alla Radio francese Europe 1

“Amo il mio paese non posso chiudere la mia avventura umana, di patriota, di uomo di Stato fuggendo dal mio Paese. Non ho più il passaporto, sono in situazione di debolezza personale. Possono controllarmi il telefono, mi hanno tolto il passaporto e possono arrestarmi quando vogliono. Ma non ho paura, se lo fanno ci sarà una rivoluzione in Italia. Sarà difficile che lo facciano, poiché avrei immediatamente con me la grande maggioranza del paese alle prossime elezioni. Non si può mettere in galera qualcuno che sta facendo campagna elettorale contro chi ha utilizzato il suo braccio giudiziario per impedirgli di fare politica.
Mi impediscono di uscire dal Paese, ma sono ancora qui, sono ancora al lavoro e pieno di vita.
In Italia non c’è stato un solo colpo di stato ma quattro. Il colpo di stato c’è ogni volta che un paese non può essere governato dagli uomini eletti dal popolo.
Angela Merkel fa i suoi interessi. Questa Europa ha voluto una politica che crea depressione e non sviluppo.
Voglio riuscire a ottenere una revisione della decisione politica assolutamente ingiusta.
Io sarò ancora il presidente del mio partito. Sono in campagna elettorale, stiamo cercando di convincere quei 24 milioni di italiani che non hanno ancora deciso di votare per la sinistra.
La stabilità è qualcosa che hanno voluto mettere sul tavolo ma che non esiste. Nei precedenti 50 anni, i governi cambiavano in media ogni 11 mesi. Io sono l’italiano che è stato più tempo al governo.
Il governo di Enrico Letta non ha mantenuto le promesse fatte alla gente. In Italia abbiamo un governo che non é più eletto dal Popolo. Chiediamo che le elezioni politiche siano organizzate il 24 maggio, lo stesso giorno delle elezioni europee.
Prima di dire che non posso essere candidato alle elezioni europee, voglio riuscire ad ottenere in poco tempo una revisione della sentenza politica, assolutamente ingiusta, che é stata la fine di un percorso assolutamente incredibile per velocità: otto mesi quando normalmente la giustizia italiana richiede otto anni".
