Toccafondi: Gli Istituti Tecnici Statali non possono nascere in provetta

La nota del nostro parlamentare

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"Gli ITS non possono nascere in provetta, in forza di un pensiero astratto. Non abbiamo bisogno di cattedrali nel deserto ma di esperienze che nascendo dall’esigenza della realtà, rispondano al bisogno formativo dei ragazzi e alla necessità delle aziende di trovare personale competente. L’ITS di Lanciano è l’esempio di risposta ad un bisogno del territorio, le aziende hanno contribuito e contribuiscono insieme a tutti gli altri soggetti ad un’esperienza sempre più efficace ed efficiente.

La scommessa è far diventare gli ITS un modello di contaminazione scuola lavoro, trasferibile, in forza del potenziamento dei poli tecnici professionali, nelle nostre scuole secondarie. In un momento in cui l’accesso dei giovani al mondo del lavoro e delle professioni è una priorità nazionale, tutto il sistema educativo, nel suo complesso, è coinvolto a rispondere efficacemente al rilancio dell’economia e dell’occupazione. Lo strumento degli ITS, quando funziona, può rappresentare un esempio da seguire.
Concluso ormai il primo ciclo del percorso dei 62 ITS presenti in Italia adesso occorre una valutazione oggettiva. Una valutazione economica e qualitativa in cui si analizzerà se i ragazzi hanno trovato lavoro, dove l’hanno trovato e in quale settore hanno trovato inserimento. D’ora in avanti andranno avanti gli ITS che dimostreranno di essere in grado di dare risposte efficaci alla richiesta dei profili tecnici superiori necessari per far ripartire il Paese.

Sono certo che il consolidamento degli ITS, che otterranno buoni risultati dalla valutazione, farà da apri pista alla costituzione sul territorio dei poli tecnico professionali, contribuendo a valorizzare e potenziare l’intera filiera dell’istruzione tecnica e professionale e a rafforzare il legame tra scuola e mondo del lavoro già all’interno dei percorsi della scuola secondaria superiore, così da diventare fiore all’occhiello del nostro sistema educativo".

 

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